NEL PAESE DELLE CICOGNE
Viaggio in LITUANIA 2000

Avevo voglia di fare un viaggio in bicicletta diverso dai soliti, che mi ricaricasse dalla monotonia della vita quotidiana. Cos, informato tramite internet come negli anni passati, ho pensato di trascorrere qualche settimana in nord Europa. 

I miei contatti tramite internet con il mondo cicloecologista mi avevano informato di due eventi interessanti: l' Ecotopia cicletour e il Lithuanian mass cicletour. Il primo da circa 10 anni ripropone ogni estate un percorso di 1500 km dalla Polonia alla Finlandia; circa 30 persone rappresentanti vari paesi del mondo con tappe giornaliere di circa 65 km in quasi un mese attraversano la Polonia e i paesi baltici; campeggiano insieme lungo la strada e cucinano a turno insieme Il secondo tour anch'esso organizzato regolarmente in estate da alcuni anni dalle associazioni ecologiste Lituane dal 14 al 23 luglio. Come Ecotopia, vuole proporre un modello di vita semplice e a basso impatto ambientale. Per questo organizzato in modo ugualmente spartano e conviviale; per limitato a un percorso articolato che partendo da Kaunas arriva a Ignalina e poi, ultimo tratto in treno+bici, a Vilnius, la capitale. 
Gli organizzatori hanno fornito ai circa 250 partecipanti due fascicoli con il percorso e indicazioni di carattere "turistico". Alcuni volontari hanno fatto da guida in inglese agli stranieri. Un furgoncino chiuso ha assistito i partecipanti trasportando per qualcuno in difficoltà i bagagli, l'acqua per cucinare, il petrolio per i fornelli da campeggio e attrezzi per l'eventuale riparazione di biciclette. 
E' stato chiesto un rimborso spese: 40 dollari ai partecipanti stranieri e 15 ai locali. 
Negli ultimi quattro giorni, i due tour, Ecotopia e Lithuania hanno viaggiato insieme. Ogni giorno sono stati percorsi circa 65 km; ciascuno portava con s tra l'altro tenda, sacco a pelo, eventuale materassino, fornello da campeggio e stoviglie. Si acquistava il cibo lungo la strada in negozi locali chiamati parduotuv che vendono un po' di tutto.  Una piccola nota: nei caff locali, i kavin, se si ordina qualcosa permesso consumare anche il proprio cibo o bevande.
Non vi erano orari rigidi sia per la partenza che per l'arrivo, ma di solito, usciti dalla tenda ci si lavava o si faceva il bagno nel vicino fiume o lago, poi si faceva colazione e, in mattinata si smontava tutto e si partiva; la sera di solito una cena calda approntata da s o, per chi non aveva il fornello, offerta dai vicini di tenda. Il clima in quel periodo dell'anno di solito buono e la temperatura, di giorno intorno ai 26 gradi, era gradevole; la notte scendeva a circa 13 gradi, sopportabilissimi col sacco a pelo pesante. 
L'inizio stato difficile. A partire dalla prima notte vi stata una pioggia periodica per tre giorni che ha messo a dura prova noi e i bagagli trasportati. Pochi in effetti erano preparati a tale situazione, ma poi, poco a poco, ci si arrangiati coprendo le borse con teli di plastica; con questo accorgimento "di fortuna", gran parte dei partecipanti riuscito a proseguire senza indossare o dormire in indumenti inzuppati d'acqua. 
La terza notte abbiamo avuto la piacevole sorpresa di essere accolti (e non facile per un gruppo di 250 persone) all'interno di tre locali chiusi uno dei quali era una chiesa ( un'esperienza unica dormire tra sedie ed altari!). Non si capito se la disponibilità all'accoglienza da parte del prete locale, che ci ha fatto una presentazione in lingua Lituana, fosse stata decisa prima o fosse avvenuta per pietà, data la situazione climatica. Per il resto, i paesaggi attraversati sono stati belli e vari; non di rado si vedevano cicogne, il simbolo della Lituania, sui nidi costruiti sulle cime dei pali elettrici. In pi le musiche folk, i nostri canti, le sedute a cerchio intorno al fuoco che ci attendevano quasi tutte le sere in un'atmosfera magica e che mi faceva pensare a un rito tribale hanno cancellato il disagio dei giorni di pioggia e lasciato un ricordo piacevole. 
Durante la pedalata si formavano piccoli gruppi con i quali si finiva spesso per parlare soprattutto con i Lituani, tra i quali molti adolescenti sorprendentemente maturi, intorno ai 16 anni. C'era molta curiosità reciproca; la Lituania solo da una decina di anni libera dall'oppressione sovietica e sta cercando di svilupparsi e collegarsi all'Unione europea dopo anni di estrema povertà e di privazioni. 

Nei giorni seguiti al tour mi sono fermato prima in ostello, poi ospitato da due famiglie di cui una Servas, per continuare a visitare il paese e constatare come vive la gente; vi ho trovato povertà, ma anche tanta umanità. La bicicletta il principale mezzo di trasporto in campagna, mentre seriamente minacciata e in via di estinzione nelle città per via della concorrenza degli autoveicoli; pochissimi gli interventi urbani a favore dei mezzi a pedale. 
I paesi baltici hanno una fama, a mio parere immeritata, di essere a rischio riguardo furti e violenze. Nonostante io abbia subito il furto del contachilometri della bici, devo precisare che l'avevo lasciata incustodita, come di solito facevamo, fuori da un supermercato dove facevo acquisti, appoggiata a un muro senza nemmeno una catena; sfido chiunque a lasciare la bici in questo modo in Italia o anche nella sicurissima Germania e a ritrovarla intatta. 
Nel complesso, sono stati pochi i partecipanti esteri: in totale una quindicina, dei quali un gruppo di americani che vivono l per qualche anno, alcuni lettoni, un inglese e, per la prima volta, due italiani. In generale questo tour stato una bellissima esperienza che consiglio vivamente ad altri.

Gianni

INTERNET e altre informazioni
Siti
(in inglese):         Tour della Lituania               Ecotopia 2000  tour    
Organizzatore del Mass Ecological Cycle Tour in Lituania: Saulius Ruzinskas, E-mail: zvejone@klaipeda.omnitel.net 
Un libro interessantissimo sulla storia della Lituania (e dei paesi dell'ex Unione sovietica): Anne Applebaum "Between East and West" Across the borderlands of Europe, Papermac '95, 10 (UK).

NELLA FOTO: io, la mia bici e due ragazze partecipanti, Jurgina e Angela